Da gennaio 2013 addio autocertificazione DVR per PMI sotto i 10 addetti: sì alla procedura standardizzata ma senza vincoli, possono rifarsi anche ai criteri generali del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro: i chiarimenti del Ministero.

Dal primo gennaio 2013 anche le PMI con meno di 10 addetti aziende dovranno presentare ilDVR (Documento Unico di Valutazione dei Rischi) e non più l’autocertificazione,ma con la possibilità di scegliere laprocedura standardizzata.

La redazione del documento,come previsto dalD. Lgs 81/2008(Testo unico sulla sicurezza sul lavoro), art. 28, comma 2 lettera a, «è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede con criteri disemplicità,brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale strumento operativo di pianificazione degli interventiaziendali e di prevenzione».

Nuove precisazioni sono contenute nella risposta all’interpello numero 7/2012 con cui la Commissione delMinistero del Lavoro ha risposto alla CNA (confederazione nazionale artigianato e piccola e media impresa). La CNA chiedeva se le aziende in questione oltre a poter effettuare il DVR con la procedura standardizzata (come previsto dall‘articolo 29), potessero preparare il documento applicando le regole generali elencate all’articolo 28.

Scadenze

Fino al 31 dicembre 2012le PMI con meno di 10 dipendenti possono presentare un’autocertificazione (sempre in base all’articolo 29, secondo periodo del dlg 81/2008, con scadenza posticipata a fine 2012 dal dl 57/2012).

Dal primo gennaio2013 prossimo, a disposizione di queste PMI ci sarà la procedura standardizzata (come regolamentata dallo schema attuativo approvato il 25 ottobre 2012). Ma questa procedura è un’opzione, non un obbligo, Se il datore di lavoro lo preferisce, può presentare il DVR secondo la procedura normale.

Se un’azienda con meno di 10 dipendenti ha presentato il DVR non è obbligata a rielaborarlo secondo la procedura standardizzata: deve soloaggiornarlo in base a quanto previsto dalla legge (esempio:modifiche al processo produttivo, secondo le disposizioni delcomma 3 dell’articolo 29 del testo unico).

Come redigere il DVR

Molto schematicamente, ricordiamo le principali regole previste dall‘articolo 28 del testo unico: la valutazione «deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti arischi particolari».

Sono citati i rischi collegati allostress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004, quelli riguardanti le lavoratrici in gravidanza, secondo quanto previsto daldecreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e i rischi connessi alledifferenze di genere, all’età, allaprovenienza da altri Paesi.

Il DVR deve averedata certa, contenere unarelazionesulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa – nella quale siano specificati i criteriadottati per la valutazione stessa – indicare le misure di prevenzione e di protezione attuate e idispositivi di protezione individuali adottati a seguito della valutazione.

Prevede unprogramma delle misure ritenute opportune per garantire ilmiglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. Individua lemansioniche eventualmente espongono i lavoratori arischi specificiche richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

Deve rispettare tutte le altre indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nel testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Ricordiamo infine che in base all’articolo 17 il datore di lavoro – oltre all’obbligo di presentare il DVR – ha quello di designare ilresponsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi.

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